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PITTURA SUMI

 

La Pittura Sumi è la tradizionale pittura giapponese che si esegue con pennello e inchiostro di China, sia in bianco/nero che a colori su stoffa e carta.

I temi si ispirano alla Natura: Fiori, alberi uccelli e paesaggi.

Ikuio Toba

 

La storia della calligrafia (SHO) e della pittura (GA) SUMI, in Giappone, presenta due fasi ben distinte di sviluppo. La prima, cioè la calligrafia, nata in Cina circa tremila anni fa e diffusasi anche in Giappone, si consolida e cresce nel tempo in entrambi i paesi.

Durante il regno Han (206 a.C.–220 d.C.), periodo di grande prosperità, si affermano vari aspetti della cultura, grazie al notevole incremento della produzione degli strumenti calligrafi quali la carta, l’inchiostro, la superficie di pietra nera, il pennello.

La calligrafia Sumi, scrittura di ideogrammi, viene esercitata da maestri calligrafi di grande valore. Suoi elementi base, definiti i quattro tesori, sono:

 

1)  SUZURI: piccola lastra di pietra nera, estratta da miniere cinesi o giapponesi, la quale produce l’inchiostro, se strofinata con il Sumi;

2)  SUMI : bastoncino di inchiostro solido. Esso si ottiene impastando con la colla la fuliggine ricavata dalla combustione di resina vegetale, estratta da alberi di camelia, di pino e di lacca. Nelle sfumature del nero del Sumi, gli orientali “sentono” tutti gli altri colori;

3)  KAMI: tipo di carta fatta di fibre vegetali, ricavate da alberi come il Kajinoki o il Mitsumata, della famiglia del gelso. Per la preparazione della carta si adoperano strisce di corteccia, macerate a lungo, che vengono cotte insieme a paglia di grano, di riso o di bambù. E’ un procedimento lungo, eseguito completamente a mano, dalla raccolta della corteccia fino al termine dell’operazione. La carta, elemento molto sensibile e vivo, si ammala facilmente e deve essere quindi trattata con delicatezza, altrimenti non accoglie la pennellata Sumi;

4)  FUDE: pennello. Esso è il messaggero dell’inchiostro e trasporta l’idea dell’artista sulla carta. I pennelli sono costruiti con peli di animali che vengono inseriti nella canna di bambù. Nelle foreste orientali molti sono gli animali che offrono il loro pelo: pecore, conigli, volpi, tassi, lupi, cervi, cavalli, scoiattoli. La “Via del pennello” cinese si è affermata in Giappone nel VI secolo insieme al Buddhismo, diffondendo nel paese la calligrafia e gli ideogrammi. Essa trasferisce anche in Giappone forme ideografiche proprie della scrittura cinese. L’originale forza creativa giapponese ha dato origine, nel X secolo, all’affascinante scrittura fonetica Hiragana e Katakana che hanno segnato l’apoteosi della calligrafia giapponese. Nel X e nell’ XI secolo, con la diffusione del Buddhismo Zen, in Giappone nascono molti grandi artisti di pittura Sumi che usano per dipingere gli stessi strumenti della calligrafia Sumi.

Il Buddismo fa la sua comparsa in Giappone verso il 550 d.C. Per 350 anni il Giappone assorbe l’arte cinese e coreana, spirituale e raffinata, ma nel X secolo la pittura derivata dalla religione buddista si trasforma da arte puramente teologica in arte da godere e da ammirare, allontanandosi poco a poco dal genere cinese e coreano e diventando propriamente giapponese.

Nel periodo seguente, Kamakura (1192–1333), tornano a intensificarsi i rapporti culturali con la Cina . Il potere passa dalle Case Imperiali ai Samurai mentre la cultura passa dalle mani degli aristocratici a quelle dei monaci, degli studiosi e della gente acculturata. Il fiorire della pittura Sumi è infatti dovuto all’opera dei monaci Zen venuti dalla Cina. Nascono molti artisti di pittura Sumi, tutti di livello ragguardevole. La religione Zen si suddivide in Zen del Nord e Zen del Sud e queste due correnti danno vita alla pittura Sumi. Quella tuttavia che maggiormente si diffonde, durante il periodo Sung, è la corrente Zen del Sud.

La cultura giapponese, per quanto riguarda sia la bellezza che la creazione di nuove forme artistiche, vive un periodo di grande splendore dal XVII al XVIII secolo. Vasta è la produzione culturale, raffinata ed elegante, intesa come puro godimento dello spirito.

La pittura Sumi tende ad esprimere ciò che sentiamo dentro di noi e non vuole essere una spiegazione precisa della realtà.

Punti fondamentali per fare Sumi (SUI-BOKU-GA).

 

1) la limpidezza (non accumulare troppi elementi);

2)  una umidità equilibrata: il dipinto non deve risultare arido ma ricco e pieno;

3) la spontaneità (non si devono ritoccare i segni già tracciati);

4) una nobile bellezza, priva di violenza e di aggressività.

 

E’ inoltre necessario omettere elementi inutili e lasciare spazi vuoti.

La pittura Sumi è tesa a  far vivere il materiale pittorico. La fonte del Sui-Boku-Ga sta proprio nella gioia e nell’emozione dell’essere umano il quale è natura.

Per imparare a maneggiare correttamente il pennello, è necessario basarsi sul metodo SHI KUNSHI. Esso presenta quattro elementi simbolici:

 

1) il bambù, per esercitarsi a fare le linee diritte;

2) le foglie di orchidea, per ottenere le linee curve;

3) i fiori di albicocco, per realizzare i cerchi delicati;

4) le foglie di crisantemo, per esprimere la resistenza.

 

Per dare vita alle immagini si usa il pennello.

Punti fondamentali per l’uso del pennello sono:

 

1) non appoggiare quasi mai il gomito sul tavolo: il pennello si tiene sulla verticale del piano;

2) non tracciare linee superficiali, ma spingere delicatamente il pennello sulla carta;

3) mai soffermarsi per tracciare linee tremolanti o poco chiare;

4) si deve dipingere con dedizione, non in modo distratto;

5)  si deve dipingere per esprimere i propri sentimenti e non per dimostrare la propria bravura

Anche questi criteri valgono sia per la calligrafia sia per la pittura Sumi.