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Pittore romano, si dedica
da lunghissimo tempo, professionalmente, all'Arte Naturalistica,
branca delle belle arti che nei paesi di lingua anglosassone si
denomina "Wild Life Art". Molto seguita e rappresentata in Gran
Bretagna, USA e Canada, ha avuto in Italia un esordio lento e forse
osteggiato dai circuiti "ufficiali"; ma ora conta numerosi seguaci
anche nel nostro Paese. Grazie infatti all'opera paziente di
diffusione ed insegnamento da parte di alcuni Artisti, e Luca è
sicuramente tra i primi, questo meraviglioso genere pittorico conta
ora in Italia almeno una ventina tra professionisti e bravi
dilettanti.
Foreste tropicali, alberi con uccelli e farfalle, ma anche bouquet
di fiori, tulipani, peonie, iris, sono alcune tra le visioni che
Luca Massenzio Palermo propone al pubblico romano.
Luca Massenzio lavora nella capitale da venticinque anni ed usa con
pari maestria acquerello, acrilico ed olio.
Le sue immagini naturalistiche hanno sia un rigoroso carattere
scientifico sia un afflato più decorativo, esplodendo spesso con
colori vivaci che sottolineano la sua grande passione per la natura.
Luca Massenzio Palermo è nato a Roma il 7 novembre 1956. Laureatosi
in medicina, lascia dopo pochi anni la carriera sanitaria per
dedicarsi interamente alla pittura.
Ha al suo attivo decine di mostre personali e collettive tra le
quali spiccano quella alla Palazzina della Marfisa di Ferrara, alla
Galleria dei Greci di Roma e presso la John Mitchell& Son (Peter
Mitchell) Art Gallery di Londra.
Sue opere sono custodite in prestigiose Istituzioni quali la Royal
Collection (Windsor Castle), il Fitzwilliam Museum (Cambridge), la
collezione di Shirley Sherwood (Londra) e l'Università Federico II
(Napoli).
Per quest'ultima l'Artista sta eseguendo una serie di 235 acquerelli
raffiguranti specie di piante farmaceutiche, onde ricostruire in
chiave moderna, grazie alla committenza e supervisione dei
professori De Luca e Caputo, il trattato di erboristeria di Pedacio
Dioscoride, medico ed erbalista vissuto nel I° sec. D.C.Una copia
pergamenacea della sua opera è conservata presso la Biblioteca
Nazionale di Napoli (www.coinor.it)
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